Messi ci mostra cosa fa un falso nueve, anzi il Falso Nueve

La seconda rete segnata da Luis Suarez al 30esimo minuto del primo tempo, nella gara dei quarti di finale di Champions League tra Manchester City e Barcellona (potete vederla qui), è l’esempio perfetto di quanto un falso nueve possa giovare ai compagni, portando fuori posizione i difensori avversari. A voler essere precisi in questo caso non parliamo di un falso nueve, ma del Falso Nueve per eccellenza: Lionel Messi. Pur partendo dalla destra nello scacchiere di Luis Enrique, la fluidità del tridente dei catalani permette a Messi di svolgere comunque compiti da Falso 9, come evidenziato dall’heatmap.

Heatmap di Messi
Heatmap di Messi in Man City – Barcellona

Andiamo ad analizzare nel dettaglio l’azione del gol e come Messi sia stato il giocatore più importante nell’economia di questa rete, pur non avendolo segnata e senza aver servito l’assist.1

L’azione parte da Rakitic che porta palla nello spazio lasciato dalla difesa bassa del City. Possiamo subito vedere come non ci sia un attaccante centrale dei blaugrana (in giallo  in quest’occasione) nell’area di rigore dei Citizens: Messi è la punta centrale ma si colloca ben al di fuori dei sedici metri. In basso vediamo  J. Alba che si porta in una posizione molto  avanzata sulla fascia sinistra.
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Ormai a pochi passi dall’area di rigore Rakitic effettua un passaggio corto su Messi e va subito a proporsi per un eventuale uno-due. Si può notare come le due linee dei padroni di casa siano molto strette, mentre i catalani dispongono di più di un giocatore in posizione larga (compreso Alba tagliato da quest’immagine televisiva). Appena Messi entra in possesso di palla viene fronteggiato da 3 avversari.
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Con tre giocatori a schermare linee di corsa e di passaggio in zona centrale, Messi scegli di dribblare verso il centro sinistra. Questo suo movimento porta altri due giocatori del Manchester City (Zabaleta e Silva) in marcatura sulla Pulga, portando così a 5 (!) i giocatori pronti a limitarlo.
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Senza più giocatori degli “Sky Blues” sulle corsie, Alba si trova smarcato e viene puntualmente servito. Si porta quindi subito sul fondo per effettuare un cross.
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Il movimento di Messi ha portato via i difensori anche dall’area di rigore, che pur affannandosi per coprire sul terzino del Barca, non riescono ad impedire ad Alba di portarsi a pochi passi dall’area piccola, con tutto il tempo per calibrare al meglio il cross. Intanto Suarez attacca subito lo spazio (lui sì) con un movimento da prima punta vera. La palla giunge a destinazione e a questo punto l’uruguaiano ha vita facile nel piazzare la palla alle spalle di Hart.

Anche in FM è possibile schierare un F9. Stazionando spesso fuori dall’area di rigore, magari avrà meno occasioni da gol di una punta vera, ma se riuscirà a portar fuori posizione i giocatori avversari come Messi, i compagni di squadra troveranno la porta con molta facilità. Come nel calcio giocato, anche in FM non dobbiamo soffermarci solo sulle reti segnate per valutare un attaccante, ma ovviamente non è questo il problema di un quattro volte pallone d’oro. Basta una statistica lampante: il Manchester City ha segnato 46 reti nella sua storia in Champions League, Messi da solo 75…

FF

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