Nándor Hidegkuti – Il Centravanti arretrato

Mentre Sindelar trovava la morte in circostanze mai chiarite, il suo erede Nándor Hidegkuti muoveva i primi passi nel calcio professionistico a Budapest, città a qualche centinaio di chilometri da Vienna dove era nato nel 1922. Anzi a dire il vero semiprofessionistico, perché intanto lavorava anche da operaio in una fabbrica della società elettrica. Raccontò di aver vissuto la sua prima esperienza con la “palla” tra i piedi, arrotolando alcune calze a formare una sfera. Iniziò a calciare il suo primo pallone vero all’Újlaki FC, dove proprio nel 1938 esordì in prima squadra, appena 16enne. Ancora giovane, cambiò diverse squadre, passando nel 1940 al Gázmuvek, nel 1943 all’Elektromos e nel 1945 all’Herminamezei. Proprio nello stesso anno esordì in Nazionale, con una doppietta nel 7-2 con la Romania.

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Nándor Hidegkuti

Fu però nel 1947 che giunse all’ MTK Budapest, squadra a cui legò il suo nome indissolubilmente e che gli permise anche di diventare titolare in nazionale. Hidegkuti era un giocatore molto duttile ed intelligente, potendo ricoprire  tutti i ruoli dell’attacco e disimpegnandosi molto bene anche da centrocampista. Era fantasioso e molto dotato tecnicamente, qualità che gli permisero ad inizio carriera di giocare da ala, mentre poi fu schierato principalmente da trequartista ed interno offensivo. Al suo arrivo l’MTK era una squadra abbastanza modesta, capace di lottare al massimo per posizioni di metà-classifica, ma già nella sua seconda stagione (1948-1949) Nándor segnò 26 reti in 28 partite che permisero alla squadra di arrivare seconda. Intanto, In Ungheria vigeva il regime comunista, e lo stesso club dell’MTK diventa sostenitore della polizia segreta, mentre cambiava continuamente denominazione, diventando prima Textiles SE poi Bástya SE e Vörös Lobogó, prima di tornare definitivamente a chiamarsi MTK Budapest. Sotto il nome di Bástya, Hidegkuti vinse il suo primo campionato e segnò 28 gol, il suo record personale.

Le olimpiadi del 1952 erano ormai alle porte, e Hidegkuti era ormai stabilmente l’ala della nazionale magiara. Al suo fianco vi erano giocatori straordinari come Ferenc Puskás, Gyula Grosics, Zoltán Czibor e Sándor Kocsis, membri di quella generazione ungherese passata alla storia come “Squadra d’oro”. L’Aranycsapat vinse l’oro della XV olimpiade, umiliando tutti gli avversari incontrati sul suo cammino, come l’Italia sconfitta 3-0, la Svezia campione uscente (6-0) e la Jugoslavia battuta 2-0 in finale. L’Ungheria acquistò enorme credito dopo il torneo, con l’eco di quella performance che gli permise di essere invitata a competere in numerose amichevoli internazionali.

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L’Aranycsapat, la squadra d’oro

Proprio in un’esibizione a Berna contro la Svizzera, Hidegkuti cambiò per sempre il suo ruolo ed il calcio. L’Ungheria era sotto 2-0 all’intervallo e l’allenatore Sebes ebbe un’idea rivoluzionaria: il tecnico dei magiari tolse dal campo il centravanti titolare, dirottando nel ruolo Hidegkuti, che però di fatto giocò più indietro degli interni offensivi, passando dal WM a quello che sarà poi rinominato MM. La mossa tattica diede subito i suoi frutti, con il risultato ribaltato nel secondo tempo, che vide l’Ungheria trionfare per 4-2. Fino ad allora le squadre marcavano ad uomo il centravanti avversario, ma con l’MM il difensore avversario era costretto a seguire il centravanti arretrato fuori dall’area di rigore, lasciando spazi centrali per le mezzali Puskas e Kocsis. L’impatto fu tale che Hidegkuti continuò a giocare nel suo nuovo ruolo anche con il suo club con cui vinse il secondo titolo nel 1953. Nel novembre dello stesso anno, la nuova tattica era ormai rodata e l’Ungheria si presentò nel mitico stadio di Wembley per affrontare i padroni di casa dell’Inghilterra.

Gli inglesi si ritenevano tatticamente i migliori d’Europa, in quanto inventori del calcio e non accettavano che la nazionale di Stanley Matthews, Stan Mortensen, Billy Wright e Alf Ramsey adottasse alcuna strategia di derivazione straniera: veniva ancora usato il sistema WM, ormai ritenuto obsoleto oltremanica. E’ il 25 novembre del 1953. Un minuto dal calcio d’inizio e i 105mila spettatori inglesi vengono subito gelati: Hidegkuti, prende palla e trafigge con facilità il portiere Gil Merrick. Gli inglesi pareggiano al quarto d’ora, ma la superiorità degli ungheresi è evidente: ancora Hidegkuti, risultato praticamente immarcabile, raddoppia, seguito a ruota dalla doppietta di Puskas. E’ 4-1, e Wembley è ammutolito. L’Inghilterra riesce a segnare il 4-2 con Mortensen, ma va negli spogliatoi sotto di due reti. Il secondo tempo si svolge sulla falsariga del primo, con il dominio tecnico-tattico ungherese che produce il 5-2 di Bozsik ed addirittura il 6-2 , che Hidekguti segna con una gran tiro al volo. Ramsey su rigore alleggerisce il passivo, con la partita che si chiude 3-6, con 5 tiri a 35 in favore dei magiari. Per gli inglesi fu un vero e proprio smacco, visto che l’Inghilterra aveva perso tra le mura amiche solo in un’occasione, nel 1949 contro l’Irlanda. Hidegkuti si era rivelato al mondo, portando letteralmente a spasso per il campo il capitano dei Leoni Billy Wright, considerato il miglior difensore di allora. Subito dopo gli inglesi, non paghi della sconfitta, pretesero una rivincita da giocarsi a Budapest. Finì ancora peggio: 7-1. Le due partite segnarono il definitivo tramonto del sistema WM e ben 6 giocatori dei tre leoni non furono più convocati in nazionale.

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Hidegkuti calcia al volo e firma il 6-2

Nel 1954 si giocarono i mondiali di Svizzera e più di un calciatore ungherese si dichiara già prima della partita d’esordio campione del mondo. Hidegkuti salta la partita inaugurale con la Corea del Sud, ma segna 4 reti nelle successive 4 gare, con cui i magiari arrivano all’ultimo atto del torneo. La finale sembra già scritta: l’avversario è la Germania Ovest appena sconfitta per 8-3 nelle qualificazioni, ed infatti l’Ungheria si porta con facilità sul 2-0. Con un’incredibile rimonta però, sono i tedeschi dell’Ovest a conquistare la Coppa del mondo, vincendo 3-2. L’Ungheria aveva sprecato la sua più importante chance di vittoria della Rimet.

Hidegkuti si rifece in patria vincendo un altro titolo, e partecipando da capitano ai mondiali del 1958, dove purtroppo gli ungheresi furono eliminati dopo solo tre partite. Appese le scarpe al chiodo, Hidekguti diventò allenatore di successo, e tra le altre, vinse Coppa Italia e Coppa delle Coppe, con la Fiorentina nel 1961. Allenò anche in Egitto dove vinse 5 titoli in sei anni con l’Al Ahly. E’ scomparso nel 2002 a 80 anni, da leggenda vera, tanto che l’MTK gli ha intitolato il suo impianto, famoso per essere lo stadio dove furono girato le scene della partita di “Fuga per la vittoria”.

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5 thoughts on “Nándor Hidegkuti – Il Centravanti arretrato

  1. Bell’articolo!
    Sarebbe interessante capire cosa non ha funzionato totalmente nell’Ungheria da non permetterle di vincere il titolo contro la Germania… i tedeschi riuscirono a trovare una contromossa tattica o furono altri i motivi che decisero le sorti di quella partita?

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    1. Sicuramente l’Ungheria aveva una sicurezza nei propri mezzi che in quell’occasione giocò a suo sfavore. Ma anche la condizione fisica giunti alla fine del torneo, non era buona, tanto che lo stesso Puskas era infortunato, ma pur zoppicante giocò la finale. Questo causò qualche malcontento tra gli altri giocatori e ci furono diversi litigi prima e dopo la partita.
      Per quanto riguarda la Germania Ovest, sui tedeschi c’è sempre stata l’ombra del doping, di cui furono accusati pubblicamente, specie quando, qualche tempo dopo, praticamente tutti i giocatori della Germania furono colpito da epatite.

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