Dal campo a FM : scopriamo…l’Esterno Invertito

Come sapete curo una rubrica su FM.it, sito e forum di cui sono anche da pochi giorni moderatore. Ripropongo l’ultima uscita, che potete leggere e commentare anche qui.

Oggi andremo ad analizzare un ruolo che ha fatto il suo esordio in FM15: l’Esterno Invertito. Il termine può sicuramente creare confusione, sia a livello letterale, sia per le varie interpretazioni che vari tecnici hanno recentemente proposto. Ecco perché occorre fare una piccola premessa.

La progressiva scomparsa del ruolo dell’ala pura nel calcio moderno, ha visto il diffondersi della tendenza per cui, invece di schierare un giocatore di piede destro sulla fascia destra (e viceversa), diversi allenatori hanno cominciato a mettere in campo giocatori a piedi invertiti, in grado di rientrare sul piede preferito per scaricare il tiro o tentare una palla filtrante. E’ quindi apparsa tutta una schiera di attaccanti esterni, ruolo in cui si sono dilettati, prima di trovare una collocazione più centrale, anche Cristiano Ronaldo (a sinistra) e Lionel Messi (sulla destra). Per descrivere questa nuova moda tecnico-tattica, fra gli addetti ai lavori e gli opinionisti si è iniziato a parlare di esterno invertito, proprio per sottolineare l’importante differenza di interpretazione del ruolo di esterno d’attacco, comportata dal cambio di fascia.

Ma non sarà questo ruolo l’argomento dell’articolo: per definire meglio il ruolo da dettagliare, ci viene in soccorso il nome inglese del ruolo presente anche in FM: “Inverted Wingback”. Quindi, l’Esterno Invertito di cui tratterò, gioca come terzino, al massimo come fluidificante, ma non come esterno d’attacco.

Rispetto ad un esterno a piede invertito schierato più alto, un terzino a piede invertito può avere una più ricca varietà di compiti, visto che deve dare il suo contributo sia in fase difensiva, sia in fase offensiva. Eppure come vedremo, il piede invertito non è condizione necessaria  per un esterno invertito. Ci concentreremo su tre esempi diversi del ruolo, forniti da giocatori e allenatori che non a caso, sono da alcuni anni sulla cresta dell’onda.

Gareth Bale – Da terzino a uomo da 100 milioni di €
Da buon Gallese, Bale ha sempre avuto un debole per il rugby e soprattutto un incredibile predisposizione fisico-atletica allo sport in generale, tanto che a 12 anni praticava contemporaneamente calcio, rugby e hockey su ghiaccio. Ma per lo sport della palla ovale, il giovanotto Gareth ha un vero talento, tanto che nella squadra della sua scuola, gli viene vietato di usare il piede sinistro, per mantenere un minimo di equilibrio durante gli allenamenti. Quindicenne, Bale sceglierà definitivamente il calcio, entrando nell’Academy del Southampthon, ma il background rugbistico gli ha dato quella facilità di corsa e di calcio che oggi sono uno dei suoi punti di forza. Il 1° luglio 2005 firma il primo contratto professionistico con i Saints, e l’anno dopo diventa il secondo più giovane giocatore sceso in campo per il club, a 16 anni e 235 giorni, secondo solo al compagno e amico Walcott. Su di lui l’attenzione è tanta e crescente  e alla fine il Tottenham si assicura le prestazioni del gallese per 5 milioni di sterline.

I primi tempi a Londra, sono abbastanza turbolenti. La classe e il talento sono indiscutibili, ma si crea un equivoco tattico. L’esuberanza fisica e quella della sua giovinezza lo spingono spesso in avanti, partendo da una posizione più arretrata, laciando spesso scoperta la fascia in fase difensiva. Tra l’altro, preferisce accentrarsi palla al piede in cerca della conclusione (operando di fatto da esterno invertito), più che andare sul fondo a crossare per l’ariete Crouch, come vorrebbe il suo allenatore Redknapp. Addirittura arriva un incredibile serie di 24 partite senza vittorie con il gallese in campo, e il suo manager, ormai spazientito è pronto a cederlo in prestito al Nottingham Forest. La testardaggine di Bale, fa però saltare l’accordo e la l’intuizione del suo allenatore fa il resto. Redknapp decide che l’incredibile combinazione di abilità fisico del suo terzino, deve essere sfruttata più avanti, nei 3 dietro la punta nel 4-2-3-1 del suo Tottenham.

Proprio nel suo nuovo ruolo si presenta al mondo nel palcoscenico più importante, segnando una tripletta nella sconfitta in Champions per 4-3, a San Siro contro l’Inter. La consacrazione definitiva arriva nel 2012-2013 con Vilas-Boas che gli da ancora più libertà, facendolo giocare da esterno invertito (questa volta d’attacco), ma anche da trequartista, seconda punta e punta. Arrivano 26 gol stagionali e i premi come migliore giocatore e miglior giovane della PL. E soprattutto la qualifica come uno dei migliori giocatori del mondo, che a fine stagione, convince il Real di Florentino Perez a strappare un assegno da 100 milioni di €, tuttora un record di mercato.

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La parabola di Bale insegna che per operare da esterno invertito, occorre una combinazione di abilità rarissima, tanto che il giocatore impiegato sarà spesso uno dei migliori della squadra. Allo stesso tempo non bisogna però tarpare le ali al calciatore, forzandolo in una posizione dove è limitato, ma incoraggiarlo a sfruttare queste abilità, a costo di schierarlo in un’altra posizione.

El Loco Bielsa e l’esterno invertito “3 in 1”
Uno degli allenatori più affascinanti e innovativi degli ultimi anni, è sicuramente Marcelo Bielsa. Il Loco allena dal 1990, quando 35enne si sedette sulla panchina del Newell’s, stesso club per cu aveva giocato (nella sua breve carriera da difensore), fatto il vice, l’osservatore e l’allenatore delle giovanili. Eppure è salito alla ribalta mondiale solo nel 2010, quando riporta ad alti livelli il Cile, schierato con il suo 3-3-1-3, ormai diventato un marchio di fabbrica, superando il girone mondiale da secondo, dietro alla Spagna, prima di perdere agli ottavi col Brasile.

Il 3-3-1-3 di Bielsa ha diverse caratteristiche che lo rendono unico. Il Loco propone un gioco molto offensivo e dinamico, con i giocatori che devono mantenere un’intensità altissima e costante durante tutti i 90 minuti. Il ritmo di gioco è molto rapido e la ricerca della verticalizzazione, costante. La difesa non ha una forma fissa, ma alterna 2,3,4 e a volte 5 uomini a seconda della situazione, il tutto per non sacrificare uomini a centrocampo. Difesa che è sempre alta sul campo, mentre la squadra pressa forsennatamente. I difensori di Bielsa sono spesso centrocampisti: Medel nel Cile, Martinez a Bilbao, Romao a Marsiglia per fare tre esempi.  Ma non solo. Anche almeno uno dei fluidificanti, solitamente il sinistro, è un ex-centrocampista. Ed infatti il Loco utilizza dei fluidificanti  alla sudamericana, ma rielaborati.

Diverse compagini, soprattutto brasiliane, utilizzano terzini offensivi che non cercano la sovrapposizione, ma preferiscono tagliare dentro il campo per aiutare il centrocampo nella fase di possesso o per incoraggiare l’1 contro 1 dell’ala di fronte. L’esterno invertito di Bielsa però,  rappresenta un unicum nel mondo del calcio, poiché consiste in tre ruoli in uno: è contemporaneamente un centrocampista box-to-box, un metodista ed un fluidificante classico. Nel Cile il ruolo era di Vidal (inutile soffermarsi sulla completezza del giocatore), all’Athletic, seppur alternasse il 3-3-1-3 al 4-3-3, Bielsa schierava De Marcos, giocatore che con il Loco ha ricoperto praticamente ogni ruolo, da terzino a trequartista, da centrocampista centrale a attaccante esterno. Al Marsiglia i due esterni invertiti sono a sinistra Benjamin Mendy e a destra Brice Dja Djé-Djé, due giocatori che hanno fatto il percorso opposto rispetto a Vidal e De Marcos, in quanto terzini che hanno imparato a giocare a centrocampo.

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La spettacolarità del calcio di Bielsa è fuori discussione, ma il rigore tattico e le qualità di lettura della partita non indifferenti che i giocatori devono mettere in campo, in alcune occasioni si sono rivelate un’arma a doppio taglio.

Pep Guardiola – Ossessioni tattiche e terzini a centrocampo
Se c’è un allenatore che ha rivoluzionato la tattica negli anni 2000, è Pep Guardiola. Al Barcellona ha creato uno stile, che ancora oggi si riconosce nonostante siano passati dal Camp Nou tre allenatori dopo di lui. Stile che continua ad innovare partita dopo partita anche al Bayern Monaco, dove però a differenza del Barca, dove il modulo era il 4-3-3 ed eccezionalmente il 3-4-3, il modulo cambia quasi ogni partita. Per citarne alcuni, Guardiola ha usato 4-1-4-1, 4-2-3-1, 3-4-3, 4-3-3 e 3-3-3-1. Questo cambiamento continuo risiede nella vera e propria ossessione che Pep ha per il particolare: pensate ai brividi che sembrano corrergli lungo il corpo quando vede sbagliare un passaggio e alle ore e ore (e ore e ore) di filmati che guarda, anche nei giorni liberi, in preparazione della partita. Inoltre, l’allenatore dei bavaresi ha dimostrato prima a Barcellona e adesso a Monaco di avere un vero e proprio feticcio per i calciatori versatili: pensate a Mascherano e Busquets prima e soprattutto a Lahm,Alaba e Muller poi.

Questi due tratti del suo essere tecnico, hanno contribuito largamente all’introduzione e all’evolversi dei suoi innovativi schemi ed in particolare all’utilizzo, nelle ultime due stagioni, degli esterni invertiti. Seppur vada dato almeno un pò di credito a Bielsa anche per l’uso “guardioliano” del ruolo, Pep ci ha messo del suo. Le idee dei due allenatori sono anche simili per certi versi (il pressing, la difesa alta, il dinamismo degli interpreti), ma quello che li differenzia e la fase di costruzione: se il Loco cerca la verticalizzazione anche immediata, Guardiola predilige una costruzione lenta e ragionata, che prevede almeno una quindicina di passaggi corti prima di chiudere l’azione offensiva. E’ questo il punto centrale per capire il differente utilizzo in fase di possesso palla.

Consideriamo ora i terzini del Bayern. Sono Lahm e Rafinha i destri e Alaba e Bernat i mancini. Ora è difficile dire in che ruolo gioca un giocatore del Bayern, visto che Lahm ha giocato terzino destro e sinistro, metodista, mediano alla Busquets e ultimamente in un ruolo più avanzato e dinamico. Però principalmente sono questi quattro calciatori ad aver giocato da esterni invertiti. I compiti di questo giocatore nello scacchiere di Guardiola, sono abbastanza semplici da descrivere, un po’ meno da attuare: in fase di non possesso l’esterno invertito deve comportarsi come un terzino o un fluidificante classico; in fase di possesso invece deve sacrificare l’ampiezza dell’esterno, assumendo una posizione più centrale, praticamente da interno da centrocampo per gestire il possesso palla. Proprio l’azione di Lahm e Alaba fu la chiave (specie nel primo tempo) del dominio del centrocampo e della conseguente vittoria  nel 3-1 contro il Manchester United della scorsa stagione.  Il 4-1-4-1 dei bavaresi prevedeva Kroos davanti alla difesa, con Muller e Gotze in mezzo al campo, non proprio  due centrocampisti centrali. L’immagine mostra le heat maps combinate di Lahm e Alaba nel primo tempo della partita.

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Una differente interpretazione del ruolo è quella proposta nel 3-4-3 schierato nell’ormai tristemente noto 7-1 dell’Olimpico contro la Roma. Come terzino fluidificante destro Guardiola schierò Robben, uno dei mancini più famosi d’Europa. Non avendo nel 4-3-3 di Garcia un marcatore naturale, gli effetti della mossa risultarono devastanti. Oltre al classico movimento di supporto al centrocampo, la posizione di Robben (non a caso autore di una doppietta) portava continuamente Cole fuori posizione e i tagli palla al piede verso l’interno dell’olandese alternati ai frequenti 1-2 con Lahm, rendevano inerme la difesa giallorossa.

L’Esterno Invertito in FM
In Football Manager il ruolo è schierabile come terzino o terzino fluidificante e il suo funzionamento è ispirato al ruolo di Lahm e Alaba nella sopracitata partita contro lo United. Purtroppo nell’attuale match engine, gli sviluppatori non sono riusciti a far sì che l’Esterno Invertito occupi stabilmente il ruolo di centrocampista in fase offensiva. Ad ora quindi, risulta essere un terzino che taglia verso l’interno e che preferisce il riciclo del possesso palla al cross. L’auspicio è che per la prossima versione del gioco il ruolo sia implementato per replicare anche questa caratteristica, di modo da rendere il ruolo più realistico possibile.

FF

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