Champions League Semifinale di Andata – Juventus 2-1 Real Madrid – Analisi Tattica

La Juventus ha conquistato un importante vittoria casalinga per 2-1 nella semifinale di andata della Champions League 2015. Ronaldo ha risposto con un colpo di testa da posizione favorevole al tap-in di Morata che aveva portato in vantaggio i Bianconeri, prima che Tevez trasformasse il rigore del definitivo 2-1.

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Formazioni

Allegri ha schierato come previsto il 4-3-1-2 con il rombo, con Pirlo vertice basso, ma la vera sorpresa sta nella rinuncia a Pereyra per Sturaro, schierato interno sinistro, con Vidal a operare da trequartista. Rispetto alla partita di sabato contro la Sampdoria che ha assegnato matematicamente il 33esimo scudetto alla Juventus, Chiellini ha preso il posto di Barzagli al centro della difesa, Evra ha ripreso il suo posto da titolare largo a sinistra e Morata è stato preferito a Llorente.

Il Real Madrid ha impiegato il 4-4-2 come da dichiarazioni di Ancelotti in conferenza stampa, con Bale utilizzato in attacco assieme a Cristiano Ronaldo. A farne le spese è stato il Chicharito Hernandez, il naturale sostituto dell’infortunato (e non convocato) Benzema, costretto ad accomodarsi in panchina (poi subentrato a partita in corso). Ramos è stato schierato per la terza volta consecutiva, a centrocampo, preferito da Ancelotti a due centrocampisti di ruolo come Illaramendi e Lucas Silva.

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Pressing iniziale e gol di Morata

La scelta di schierare Sturaro aveva un preciso intento: pressare alto il Real, soprattutto i due mediani e i terzini, per tagliare i rifornimenti ai 4 Galacticos in avanti e mettere in difficoltà il Madrid in fase di costruzione. Nei primi dieci minuti, la Juventus ha attuato un pressing davvero impressionante, attenuatosi dopo il gol del vantaggio di Morata, in favore di una fase difensiva più ordinata e compatta, ma poi riproposto a tratti durante la partita, specie nelle fasi iniziali della seconda frazione.

Sul gol di Morata segnalo una retroscena interessante. L’edizione online di Marca, aveva pubblicato un appunto “rubato” ad Allegri, che evidenziava la vulnerabilità della fascia sinistra di difesa dell’11 di Ancelotti, specie se avesse giocato Marcelo.

appunti
Proprio come previsto il gol è scaturito da un’azione sulla destra della Juventus: Lichsteiner in sovrapposizione impegnava Marcelo, mentre Marchisio serviva Tevez, dimenticato da Varane e liberissimo sul centrodestra. La conclusione dell’Apache non trattenuta da Casillas è stata poi ribadita in gol da Morata che concludeva così un’azione da 27 passaggi consecutivi.

Morata gol

Riepilogo dei 27 passaggi che hanno portato al gol di Morata
Riepilogo dei 27 passaggi che hanno portato al gol di Morata


Dominio centrale bianconero e Real in ampiezza

La contrapposizione tattica lasciava prevedere già una delle chiavi della partita: il dominio centrale del 4-3-1-2 di Allegri e l’ampiezza da sfruttare per i Blancos. Il rombo stretto della Juve bloccava costantemente lo sviluppo centrale del gioco dei madrileni: Vidal pressava a turno Kroos o Ramos, impedendo di fatto il giro palla e costringendo i centrocampisti avversari ad aprire il gioco sugli esterni, soprattutto per i due terzini.

Il gioco diretto sulle fasce a cui la Juventus ha costretto il Real Madrid, sulla carta avrebbe avvantaggiato un 4-4-2 con le ali, ma non un 4-4-2 con due giocatori come Isco e James che tendono ad accentrarsi e portare palla verso il mezzo del campo piuttosto che andare a crossare dal fondo. Di fatto Carvajal e Marcelo erano costretti a giocare da ali (compito a cui sono piuttosto avvezzi), o ad anticipare il cross dalla trequarti, soluzione che Buffon e i suoi erano ben felici di concedere, con due torri come Bonucci e Chiellini al centro della difesa e con l’assenza di un attaccante di ruolo come Benzema. Situazione diventata ancor più favorevole ai padroni di casa, quando al 64’ Sturaro ha lasciato il posto a Barzagli, con la Juventus passata al 3-5-2.

I 29 cross tentati dal Real Madrid
I 29 cross tentati dal Real Madrid


Di fatto però, quando James si è posizionato effettivamente largo a destra stabilmente ed il Real è riuscito a far circolare velocemente il pallone come fino ad allora non aveva fatto, i Blancos hanno raggiunto il pareggio. Carvajal, uno dei più propositivi in avanti dei suoi, ha pescato James quasi sul fondo e il cross del colombiano ha permesso a Ronaldo di segnare uno dei gol più facili dei 76 segnati in Champions League (è che ad oggi lo rendono il miglior marcatore della storia della CL). Con Chiellini colto fuori posizione e Bonucci a cercare di coprire per il compagno su James, Lichsteiner scalato al centro si è trovato tra Bale e Cristiano Ronaldo. Dimenticandosi di fatto del portoghese, per marcare l’innocuo ex-Tottenham, il pallone d’oro ha potuto colpire indisturbato.

ronaldo gol
L’unica altra occasione in cui il Real è riuscito seriamente ad impensierire i bianconeri si è materializzata pochi minuti dopo il gol, quando un velocissimo giro palla da una fascia all’altra ha creato l’occasione per il colpito di testa a porta sguarnita di James, che solo grazie l’impercettibile deviazione di Sturaro non ha portato gli ospiti in vantaggio.

Per il resto le Merengues non hanno mai mostrato un giro palla convincente, confermandosi squadra più abile a scardinare le difese in contropiede, soluzione che la difesa juventina bassa e solida non ha quasi mai permesso di sfruttare. Del resto la Juve ha sempre fatto valere la sua superiorità numerica in mezzo al campo e sfruttato il lavoro delle punte Tevez e Morata (soprattutto quello dello spagnolo, poi uscito esausto per Llorente), pronte sempre a mettere in difficoltà Ramos e i due terzini in fase di transizione. E proprio l’ex-Siviglia, è sembrato in più di un’occasione in seria difficoltà, sia quando avrebbe dovuto coprire per l’arrembante Carvajal, sia soprattutto quando è stato chiamato a costruire gioco: emblematico il cambio di gioco per Marcelo in assenza di pressione, terminato direttamente fuori.

Contropiedi juventini e costruzione dalla difesa

Con i quattro in avanti che diventano sei con le sovrapposizioni di Marcelo e Carvajal, il Real ha gioco-forza concesso occasioni in contropiede, già due nei primi 5 minuti, con il tentativo di pallonetto di Morata anticipatore del gol segnato dalla stesso ex-canterano blanco di lì a poco.

Proprio un contropiede in campo aperto ha portato al secondo e definitivo vantaggio dei padroni di casa. Sugli sviluppi di un corner, Marcelo ha raccolto palla al limite dell’area, ma la sua conclusione è stata respinta dalla difesa, propiziando la ripartenza palla al piede di Tevez. Con un’azione che a molti ha ricordato il gol proprio dell’Apache contro il Parma, l’argentino è arrivato in area, conquistandosi il rigore poi da lui stesso trasformato con freddezza.

La Juventus ha sempre cercato di ripartire palla a terra dalla difesa, sia per non buttare via il pallone sia per cercare di forzare il pressing alto delle Merengues, cercando aperture per servire i due attaccanti, con Pirlo e soprattutto Vidal.

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Ancelotti aveva però appreso la lezione fornita dalle due sfide della Juventus con il Borussia Dortmund ed infatti difficilmente i suoi uomini sono caduti nella “trappola”, ma nella partita di ritorno il Real sarà probabilmente costretto ad aggredire fin da subito la compagine di Allegri, esponendosi sicuramente di più.

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E’ molto probabile che la partita di ritorno segua un canovaccio tattico simile. Il Real Madrid recupererà probabilmente Karim Benzema, mentre Allegri spera di poter contare su Pogba almeno per la panchina. Non è escluso che la Juventus si schieri con il 3-5-2 dal primo minuto, mentre il Real Madrid passerà probabilmente al 4-3-3.

FF

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