Coppa del Mondo 2018 – Wayne Rooney come Bobby Moore

Terminata la stagione del Watford con la vittoria della Champions League, non c’è stato tempo per sedere sugli allori, visto che la partita d’esordio dell’Inghilterra nel mondiale di Russia 2018 era prevista per il 25 giugno.

Allenare una nazionale, specie del livello di quella dei tre Leoni, equivale ad avere a disposizione una quantità di talento invidiabile. Se a prima vista ciò può facilitare le convocazioni, non è necessariamente più facile di allenare una squadra di club, visto che più che schierare tutti i giocatori migliori è necessario schierare quelli in grado di far vincere le partite. La generazione inglese attuale, presenta una discreta completezza in tutti i reparti: l’unica vera lacuna è la mancanza di un mediano naturale, cosa non da poco vista la mia predilezione per il ruolo. Gli unici due giocatori che a mio modo di vedere possono comunque disimpegnarsi nel ruolo, sono Will Hughes e James Ward-Prose.

hughes
Will Hughes
Ward-Prose
Ward-Prowse

Tenuta a mente questa lacuna relativa, non ci sono state grosse difficoltà, né sorprese nelle mie convocazioni, visto che mi sono affidato al gruppo con cui ho affrontato le qualificazioni nell’ultimo biennio. Ecco i 23 per la campagna di Russia.

eng

Oltre al ballottaggio per il terzo portiere, vinto dal portiere del Norwich Ruddy, su Forster, il vero dubbio riguardava il ruolo di terzino sinistro. Con Shaw sicuro del posto, si giocavano la convocazione Leighton Baines, che iniziava a dover fare i conti con l’età e Jay Da Silva, promettentissimo 19enne del Chelsea. Alla fine l’esperienza ha avuto la meglio sulla gioventù e quindi Baines è partito alla volta del ritiro mondiale.

L’ovvia difficoltà dell’allenare una squadra nazionale, è la mancanza di lavoro quotidiano che impedisce di consolidare gli schemi, per cui, invece di concentrarmi su un’unica tattica, ho sperimentato più di un modulo nel corso delle qualificazioni, cercando di proporre, nei limiti del possibile, un gioco simile a quello del mio club.

Dopo aver impiegato 4-2-3-1, 4-1-4-1 e 4-3-3 durante le qualificazioni, le amichevoli pre-mondiale sono state fondamentali per decidere il modulo base della nostra avventura mondiale. I nostri due maggiori talenti sono Sterling e Oxlade-Chamberlain, due esterni rapidi e tecnici è quindi sarebbe una follia schierarli in ruoli che li costringano a sacrificarsi eccessivamente in copertura o ancora peggio rinunciare a uno dei due.

Raheem Sterling
Raheem Sterling
Alex Oxlade-Chamberlain
Alex Oxlade-Chamberlain

Dovevo comunque trovare l’equilibrio tattico giusto, visto che come detto eravamo privi di un mediano di ruolo e non potevamo nemmeno contare su un giocatore in grado di fare l’incontrista. Qui sotto, potete vedere la formazione scaturita da queste considerazioni tecniche.

La Formazione: una sintesi tra 4-1-2-2-1/4-1-4-1
La Formazione: una sintesi tra 4-3-3 e 4-1-4-1

Il ruolo di Centrocampista di Quantità mi sembrava cucito addosso a Henderson, quindi l’ho incluso sul centro-sinistra anche per fornire il dinamismo necessario a coprire sulle fiammate di Sterling. Sulla destra ho fatto esattamente l’opposto, abbassando “The Ox” sulla linea dei centrocampisti, affiancato da un incursore centrale, che sia Wilshere o Barkley. Le due vittorie in amichevole con Nigeria (2-0) e Ghana (2-1), hanno fatto intravedere potenzialità in questo modulo e in questi uomini. Eravamo pronti ad affrontare al meglio il Gruppo H, dove ci attendevano Costa d’Avorio, Canada e Spagna.

L’esordio mondiale ci ha messo di fronte un’altra nazionale africana: la Costa d’Avorio di Yaya Touré. La zampata da corner di Clyne ci ha regalato la vittoria, ma avremmo potuto vincere anche più largamente. La nota negativa sono le botte prese da Henderson e Sterling, entrambi costretti a saltare la seconda partita con il Canada.

cda

Canada che ci è risultato indigesto, visto che dopo aver subito il gol del regen Sasso, non siamo andati oltre il pareggio segnato da Shelvey, pur dominando anche questo match con ben 3 occasioni nitide.

can

Con 4 punti ci giocavamo tutto (o quasi) contro le Furie Rosse. E la partita si era messa davvero male: al 6′ minuto eravamo già in svantaggio (gol di Ayoze Perez) ed il gol di Alcacer chiudeva la ripresa sul 2-0 a nostro sfavore. Decisamente migliore il secondo tempo, ma non pensavo assolutamente che saremmo riusciti a rimontare. Invece i gol in successione di Barkley, Wilshere e Ward-Prowse mi hanno smentito, oltre a garantirci il primo posto nel girone.

esp

In pratica, nello spazio di 10 minuti siamo passati dal giocarci la qualificazione con la Costa d’Avorio per differenza reti a vincere il nostro girone davanti alla Spagna.

gir H

Gli ottavi di finale ci hanno messo di fronte il Belgio, che annoverava tra le sue fila talenti del calibro di Hazard, De Bruyne e Lukaku. Quello che poteva essere un outsider, si è invece rivelato un avversario abbastanza morbido, liquidato 2-0 con i gol di Rooney e Stones.

bel

Ai quarti di finale ci siamo trovati di fronte l’Argentina, nella riproposizione calcistica della guerra delle Falkland. Oltre che per motivi politici, l’occasione era ottima per vendicare la sconfitta dell’86, subita a causa della leggendaria “Mano de Dios” con cui Maradona segnò il gol dell’eliminazione inglese. Ebbene, ben 32 anni dopo, i tifosi inglesi hanno avuto la loro vendetta. Dopo il gol del vantaggio di Phil Jones, ci ha pensato Oxlade-Chamberlain al 92′, a chiuderla definitvamente.

arg

Rimaneva solo l’Uruguay a separarci dalla finale mondiale. E proprio la partita con l’Uruguay è forse stata la nostra miglior prestazione di tutto il Mondiale. La Celeste è caduta sotto i colpi di Sterling (doppietta), Stones, Ward-Prowse e Welbeck e a nulla è valso il gol della bandiera di Fernandez. 5-1 inglese e finale contro la Germania.

uru
Purtroppo proprio in finale non abbiamo giocato al livello del resto del torneo, ma tanto è bastato ad andare in vantaggio due gol alla fine del primo tempo. Nella ripresa abbiamo avuto la possibilità di amministrare e giocare più in contropiede senza però riuscire a concretizzare granché, come del resto non sono riusciti a fare i nostri rivali. Il gol di Draxler a 6 minuti dal fischio finale è servito a poco o nulla e l’Inghilterra si è laureata campione del Mondo per la seconda volta.

ger
52 anni dopo Bobby Moore, è stato Rooney a sollevare la Coppa del Mondo, tornata finalmente in terra d’Albione. Come preannunciato al momento dell’assunzione come C.T. dell’Inghilterra, con la vittoria del Mondiale ho voluto chiudere questa felice parentesi con le mie dimissioni. Mi perderò così la prima edizione della Nations League, ma non avevo ulteriori stimoli al momento. Mi è anche stata offerta la panchina dell’Italia ma ho declinato l’offerta: ad ora l’obiettivo unico dichiarato è la conquista della Premier League con il Watford. Ci riusciremo già questa stagione? Continuate a seguirmi e lo scoprirete.

66

FF

Annunci

3 thoughts on “Coppa del Mondo 2018 – Wayne Rooney come Bobby Moore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...