Domenico Berardi – Analisi di un talento con le stimmate da top-player

scheda

Domenico Berardi, è probabilmente il miglior talento italiano della sua generazione e pur essendo un personaggio tutt’altro che mediatico è già sulla bocca di tutti.

Quella appena conclusa è appena la sua terza stagione da professionista, tutte giocate con la maglia nero-verde del Sassuolo. E’ entrato nel settore giovanile del club emiliano a 16 anni, dopo essere stato notato durante una partita di calcetto a Modena, dove era venuto a trovare il fratello. Fu proprio un amico del fratello a segnalarlo a Luciano Carlino, assistente del settore giovanile del Sassuolo, che lo tesserò subito.

Ha esordito a 18 anni in Serie B e subito si è preso il posto da titolare nell’11 di Di Francesco, contribuendo in maniera determinante alla promozione in serie A dei suoi, con 11 gol, che gli valsero subito le attenzioni di grandissimi club, Juventus, Borussia Dortmund e Manchester United su tutti. Pare che Sir Alex fosse davvero innamorato del talento del calabrese, tanto da mandare quasi settimanalmente osservatori a visionare il talento calabrese, già dopo la partita d’esordio in serie B. Alla fine, complice anche il ritiro di Ferguson, l’ha spuntata la Juventus, che ne ha acquistato la comproprietà prima del suo esordio in serie A, scambiandola per la metà di Marrone (valutata  4,5 milioni di €).

Mossa rivelatasi azzeccatissima, visto che nella sua prima stagione nel maggior campionato italiano, Berardi segna 16 gol, salendo alla ribalta internazionale con i 4 gol segnati al Milan (secondo giocatore più giovane a segnare 4 gol in una partita in serie A, dietro solo a Silvio Piola) . Ironia della sorte, la performance monstre di Berardi costò la panchina ad Allegri, lo stesso allenatore che ora non vede l’ora di allenarlo in maglia bianconera.

La seconda stagione di serie A è ancora migliore. Dopo la salvezza in extremis del 2013/14, il Sassuolo soffre molto meno, conquistando il 12esimo posto finale. Berardi si riconferma sui suoi livelli, segnando 15 gol, uno in meno della stagione d’esordio,  ma senza subire i cali patiti da altri suoi compagni come Zaza e distribuendoli meglio nell’arco del campionato. Dei 16 dell’anno precedente, ben 10 furono concentrati nel poker al Milan e nelle due triplette a Sampdoria e Fiorentina. Il bottino complessivo di 31 gol in due stagioni (12 su calcio di rigore, che spesso è lui stesso a procurare), lo ha consacrato come giocatore più precoce a raggiungere le 30 marcature in Serie A, superando nella speciale classifica Roberto Mancini e Antonio Cassano.

Statistiche Whoscored
Statistiche Whoscored

Berardi , di piede mancino, ha giocato praticamente tutta la sua carriera nel Sassuolo da attaccante esterno di destra, e più raramente da seconda punta in alcune partite della sua esperienza con l’under-21. Le caratteristiche tecniche e la completezza del giocatore lo rendono un attaccante potenzialmente molto duttile e non è detto che con il proseguo della sua carriera lo si veda proposto  in una posizione più accentrata, da punta centrale o da trequartista.

Sassuolo

Arrigo Sacchi, altro estimatore del giovane attaccante ne ha riassunto così le caratteristiche tecniche: « Berardi è un giocatore di grandissimo talento, un calciatore moderno che gioca con e per la squadra a tutto campo e tempo. La vivacità, le intuizioni, il temperamento, la forza fisica unita ad una buona tecnica fanno parte del suo bagaglio. »

Il biglietto da visita, sia per il referente, sia per le parole spese è di quelli pesanti, ma perfettamente calzante per il giocatore che ha dimostrato di essere. Difficile evidenziare un suo difetto specifico a livello tecnico-tattico.

Il piede sinistro è di quelli che non si vedono tutti i giorni, ma non sfigura nemmeno con il destro. La facilità e la tecnica di calcio fanno sì che sia la prima scelta per tutti i calci piazzati del Sassuolo.

Sacchi parla di un giocatore “moderno” e in grado di giocare “a tutto campo e a tutto tempo”.  Le statistiche sia offensive che difensive degli ultimi due anni parlano per lui. E’ raro vedere, specie nel suo ruolo, giocatori così giovani e così costanti praticamente fin da subito. Continuità di rendimento che è ancora nettamente  migliorata nell’ultima stagione, come dimostrano anche i miglioramenti di tutte le statistiche analizzate, evidenziati in grassetto. A dir la verità, ha peggiorato di un’unità il suo score realizzativo, ma ha ampiamente compensato con i 10 assist, record stagionale (a pari merito) per la serie A, praticamente doppiando i 6 della stagione precedente: testimonianza che gioca sempre di più per la squadra.

Il miglioramento nella percentuale di passaggi completati, seppur lieve, è da considerare alla luce del sistema di gioco di Di Francesco. Da buon allievo di Zeman, il suo 4-3-3 prevede uno stile diretto, ritmi forsennati e continua ricerca della verticalizzazione. Il giocatore sarebbe comunque perfettamente in grado di adattarsi a sistemi differenti, compreso uno più orientato al possesso, vista anche la sua abilità nel giocare nello stretto e nel controllo di palla.

Agli albori della carriera, seguendo la discutibile moda della stampa italiana di paragonare tra loro i calciatori, veniva accostato a Robben. Il ruolo è lo stesso ma il paragone è fuorviante, visto che l’abilità principale dell’olandese è il dribbling, spesso quasi ossessivo (4,2 dribbling a partita nella stagione appena conclusa), mentre Berardi vi ricorre con minor frequenza (1,2 per partita). Difficilmente si esibisce in giocate fini a sé stesse e comunque il tocco di palla non è lo stesso del giocatore del Bayern.

Possiede una capacità di protezione del pallone notevole. L’abilità nel limitare l’accesso palla ai difensori avversari e i movimenti palla al piede efficienti e focalizzati sul mantenimento del possesso del pallone combinando con i compagni, fanno sì che nella stagione appena conclusa sia l’attaccante ad aver subito più falli, con un totale di falli subiti che tocca quota 106. E’ dotato di un equilibrio e di una coordinazione motoria che lo rendono un giocatore ben più fisico di quanto suggerirebbero i 183 centimetri di altezza per 72 chili di peso.

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L’aspetto più sottovalutato del suo gioco è la contribuzione difensiva che lo colloca perfettamente nella definizione di giocatore moderno (e aggiungerei totale) che Sacchi ha fornito di lui. Rispetto al 2013/14, quando già era evidente la sua predisposizione a contribuire alle due fasi della sua squadra, ha quasi doppiato il numero di contrasti vinti a partita, passando da 1,0 a 1,7, un record stagionale per quanto riguarda gli attaccanti in serie A. Allo stesso tempo pur con un incremento non egualmente significativo, ma comunque da sottolineare (da 0,8 a 1,0), detiene anche il record stagionale per il maggior numero di palloni intercettati tra i pari ruolo del campionato italiano, denotando una notevole predisposizione ad anticipare le linee di passaggio avversari ed alla lettura del gioco. Dati ancora più significativi se paragonati a quelli di un attaccante arcinoto per il suo contributo difensivo come Carlos Tevez, protagonista di “soli” 0,8 contrasti e 0,3 anticipi a partita.

E’ proprio questa predisposizione ed abilità nella lettura della partita, con e senza palla ed in entrambe le fasi , combinata con una visione di gioco da playmaker puro a farne un giocatore fuori dalla norma.

Pur partendo dall’ala destra, il suo stile di gioco lo porta spesso ad accentrarsi palla al piede e per fornire sempre un opzione di passaggio ai compagni. E’ sempre coinvolto nel gioco ed abile a smarcarsi tra le linee e non è quindi casuale che sia proprio la fascia destra la zona di campo più battuta dal Sassuolo.

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Quando si accentra  con la palla diventa un vero e proprio regista avanzato ed ha un certa tendenza a giocare palloni verticali alle spalle della difesa, sfruttando i tagli dei compagni, Zaza e soprattutto Sansone.

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Nell’immagine, riferita a Sassuolo-Empoli , partita della 9° giornata di campionato, si può notare la posizione nettamente centrale assunta da Berardi.  Con ben quattro giocatori dell’Empoli attorno riesce a vedere il movimento di Sansone e a scavalcare con un pallone lungo e molto preciso, la pur compatta difesa dei toscani.

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Molto simile è l’azione che ha portato al gol di Sansone contro il Milan, alla 17a giornata. Berardi ancora una volta si è notevolmente accentrato, attraendo su di sé due uomini dei rossoneri. Il movimento verso l’interno del campo, ha liberato spazio per l’inserimento di Sansone, servito con un pallone diagonale calibrato con il contagiri e che ha messo il compagno di squadra a tu per tu con Diego Lopez.

Ma è senza la palla tra i piedi che Berardi risulta essere veramente letale per le difese avversarie. Galleggiando nel semi-spazio, la porzione di campo a cavallo tra il centro del campo e la fascia laterale, è in grado di anticipare il gioco e di cogliere sistematicamente fuori posizione i difensori avversari.

Berardi ha accumulato il suo bottino realizzativo, non a suon di azioni personali, ma grazie a inserimenti negli spazi e tagli dentro l’area da giocatore fatto e finito, che hanno generato un ulteriore paragone  con un altro giocatore del Bayern, stavolta Thomas Müller.

Ha una scelta di tempo e una progressione che fanno sì che molto spesso si trovi al proverbiale posto giusto al momento giusto. La freddezza sotto porta e la precisione di tiro fanno il resto. Notevole anche il calcio ad effetto con cui riesce spesso a sorprendere i portieri.

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In questa immagine, nuovamente relativa a Sassuolo-Empoli, Berardi coglie totalmente impreparata la difesa dell’Empoli. Nella prima fase dell’azione Berardi sembra disinteressarsi dell’azione, tenendosi a distanza dall’area di rigore, per poi lanciarsi verticalmente “in the box”. L’iniziale non-partecipazione all’azione ha fatto sì che Hysaj (23), Tonelli (26), Rugani (24) e Mario Rui (21), i componenti di quella che da molti è ritenuta una delle più organizzate difese italiane,  si siano posizionati preoccupandosi solo di Floccari e ignorando Berardi, tuttavia tutt’altro che ignorato da Sansone. Sfruttando il cross dell’ex giocatore del Parma, Berardi ha coronato l’azione segnando di testa il gol del 3-1.

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Il gol segnato contro la Fiorentina alla 23° giornata, è un esempio dei tagli nei semi-spazi in grado di mettere in difficoltà qualsiasi difesa. Tagliando tra il terzino sinistro Alonso e il centrale Savic, la linea difensiva della Fiorentina è rotta e il regista del Sassuolo Manganelli, è abile a servire sulla corsa il compagno che segna il gol della bandiera. Buonissima anche l’intesa con Zaza, che da uomo d’area occupa spesso i difensori centrali, facilitando i movimenti di Berardi.

Il punto debole del giocatore è quello caratteriale: forse ancora manca della personalità per affrontare le pressioni presentate dal calcio ad alto livello, ma anche su questo aspetto è migliorato notevolmente grazie alla guida del mentore Di Francesco, l’allenatore per cui ha sempre giocato se escludiamo la parentesi con Malesani alla guida dei neroverdi. Le 15 giornate di squalifica raccolte in appena due anni di serie A sono una macchia non da poco nel suo curriculum, ma che gli si possono perdonare considerata l’età e il potenziale a disposizione.  D’altronde le sue colpe le ha già scontate, come nel caso dei 9 mesi di squalifica dalle nazionali, comminatigli quando non rispose alla convocazione dell’under-19, rischiando di compromettere il suo cammino con la maglia azzurra.

Sul suo futuro sembra esserci scritto “Juve”, quasi sicuramente dall’estate del 2016, ma non è escluso che già dalla prossima stagione la Juventus possa riscattarlo dal Sassuolo ed aggregarlo alla rosa di Allegri. Già l’anno scorso Conte chiese espressamente di portare il giocatore in bianconero, ma i tentennamenti della dirigenza e la complessità della trattativa fecero rimandare il tutto e proprio il mancato arrivo di Berardi fu uno dei punti di scontro tra il tecnico e la società che poi portarono al notorio divorzio. Sicuramente l’ambiente Juventus può essere quello giusto per il giocatore. Allenarsi e giocare fianco a fianco compagni di più alto livello e carisma, non può che giovare alle qualità tecniche e umane di Domenico Berardi, uno che è destinato a fare grandissime cose negli anni a venire.

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FF

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