Leonardo Bonucci – Analisi del playmaker difensivo della Juventus

Salida de balón desde la defensa. Build-up from the back. Von hinten heraus aufbauen. Costruzione dalla difesa. Una frase incessantemente  tradotta e pronunciata nell’ambito del calcio europeo,  che descrive un principio tattico che ha preso sempre più piede negli anni ’10 del 2000, sull’onda dei trionfi del Barcellona di Pep Guardiola. Il tiki-taka aveva la sua genesi sempre dal cuore della difesa, con la partecipazione in fase di impostazione del portiere Victor Valdes e dei difensori centrali, Puyol e Piqué prima, Piqué e Mascherano poi, spesso coadiuvati dal pivoté Busquets, cultore della “salida lavolpiana”, il meccanismo tattico per cui uno dei centrocampisti centrali si abbassa sulla linea della difesa durante l‘origine del gioco.

Addio quindi ai rilanci lunghi dalla propria metà-campo e largo ad una ragionata ragnatela di passaggi, con i difensori chiamati ad accompagnare la squadra durante il possesso palla e di conseguenza a toccare sempre più palloni in prima persona. Inevitabilmente,  la tecnica individuale diventa sempre più importante per un centrale, con il buon vecchio difensore senza fronzoli, magari dai piedi un po’ “ruvidi”, riposto in soffitta. Ma la tecnica non basta. Servono intelligenza tattica, freddezza col pallone tra i piedi, senso della posizione e ottime abilità di decision-making, qualità non così comuni in un difensore. Tanto che, anche nell’undici blaugrana di Guardiola, era il centrocampista difensivo Mascherano a far rifiatare Puyol, prima di prenderne definitivamente il posto in difesa, al momento del ritiro del leggendario capitano cresciuto alla Masia.

In Serie A, il difensore che imposta per eccellenza, è italiano, gioca nella Juventus ed in Nazionale e risponde al nome di Leonardo Bonucci.

Leonardo Bonucci
Leonardo Bonucci è nato a Viterbo il 1° maggio 1987


Nato a Viterbo, muove i primi passi come calciatore proprio nel settore giovanile della Viterbese, dove gioca come centrocampista centrale e, all’occorrenza, esterno, in virtù dell’ottima tecnica individuale di cui dispone. Viene poi progressivamente spostato al centro della difesa e si trasferisce all’Inter, che lo acquista nel 2005 per 40mila € e lo aggrega alla formazione Primavera, con cui nel 2006/2007 vince il campionato di categoria da titolare. Passa quindi in prestito al Treviso, dove gioca in Serie B per una stagione e mezzo, fino al gennaio 2009, quando viene dirottato a Pisa, sempre nel campionato cadetto. Quella stagione è una delle pagine più nera nella storia del club toscano: il campionato del centenario si chiude con la retrocessione ed il fallimento del club, il secondo in neanche tre lustri. Ma per Bonucci quella di Pisa è un’esperienza importantissima, durante la quale si guadagna la stima dell’allora tecnico dei nerazzurri Giampiero Ventura, che non a caso lo vuole con sé anche nella sua successiva avventura da allenatore del Bari. Su esplicita richiesta del tecnico, la dirigenza dei Galletti acquista la comproprietà di Bonucci dal Genoa, società che era entrata in possesso del cartellino nell’ambito dell’operazione che aveva portato alla corte di Mourinho Thiago Motta e Diego Milito.

L’allora modulo e marchio di fabbrica di Ventura è il 4-2-4, nel quale non è previsto il rinvio lungo del portiere, ma si riparte sempre palla a terra dalla difesa, con i difensori centrali e il portiere stesso, il belga Gillet, quali iniziatori del gioco. Ventura dedica molta attenzione ai suoi difensori, specialmente a Bonucci, la cui compostezza ed abilità tecnica è decisiva nell’impostare la manovra dalla linea difensiva. Grazie a questa particolarità tattica e alla continuità di rendimento, la coppia di centrali del Bari, formata da Bonucci ed Andrea Ranocchia, è sulla bocca di tutti: la personalità in campo e l’indubbio  potenziale dei due, li classifica immediatamente come degni eredi della scuola difensiva italiana. Bonucci gioca addirittura tutte e 38 le partite di campionato, segnando anche un gol in Bari – Palermo.

Le prestazioni con i pugliesi gli valgono l’esordio in nazionale e l’interesse della Juventus, che, il 1° luglio del 2010, lo acquista per 15,5 milioni di €. Al servizio di Del Neri, continua la sua striscia di partite consecutive nell’anno solare (21 al Bari, 17 con la Juve), ma la prima stagione coi bianconeri non è all’altezza delle aspettative, complice anche il cattivo rendimento di tutta la squadra.

L’anno successivo segna l’inizio dell’era Conte, anch’egli ritenuto un integralista del 4-2-4, proprio come Ventura. Ma Bonucci non è inamovibile nelle gerarchie dell’ex-capitano dei Bianconeri ed è costretto a vedere l’esordio allo Juventus Stadium contro il Parma, dalla panchina. Pur non entrando in campo, quella partita è fondamentale per il proseguo del suo cammino in bianconero: Vidal, seduto anch’egli in panchina, sostituisce Del Piero quando mancano soli 23 minuti, in cui fa comunque in tempo a segnare un gol e ad impressionare Conte per il suo contributo in entrambe le fasi, tanto da fargli ammettere con schiettezza nel post-partita “Non conoscevo bene Vidal”.  Il 4-1-4-1 o 4-3-3 che dir si voglia, impiegato al momento dell’ingresso del cileno diventa il modulo iniziale della Juve di Conte, perché non si può più lasciarlo in panchina. Così come non si può lasciare in panchina Bonucci, che si prende i galloni da titolare che non cederà più  dal 2-0 contro il Milan del 2 ottobre 2011, con Chiellini dirottato a sinistra. Ma la Juve di Conte, su cui si inizia chiaramente a vedere la mano del tecnico, è ancora in fieri.

E’ il 29 novembre, si gioca Napoli – Juventus. Marchisio è squalificato e la formazione iniziale dei bianconeri è di difficile interpretazione fino all’ingresso in campo: è 3-5-2, con da destra a sinistra la difesa poi diventata filastrocca Barzagli-Bonucci-Chiellini, schierata con l’obiettivo di contrastare al meglio i tre attaccanti del 3-4-3 del Napoli. E’ 3-3 e seppur le squadre si dividano la posta con 1 punto a testa è la Juventus a uscire con il sorriso sulle labbra dal San Paolo. Il 3-5-2, che sembrava più che altro un espediente tattico dettato dall’avversario e dalla contingenza dell’assenza di Marchisio, diventa definitivamente il modulo base sul finire della stagione, con la Juve che vince 7 delle ultime 8 partite giocate con la difesa a 3 e soprattutto, il primo di quattro scudetti consecutivi.

Con l’avvento di Massimiliano Allegri, la Vecchia Signora non cambia immediatamente la sua veste tattica. Inizialmente il tecnico livornese ripropone intelligentemente il 3-5-2 dei tre scudetti , consapevole che stravolgere in un’estate il lavoro continuativo di 3 anni sarebbe stato un azzardo. Progressivamente però, Allegri inizia a lavorare sulla difesa a 4 e sul suo modulo preferito, il 4-3-1-2, ritenuto maggiormente affidabile soprattutto in campo europeo. Nella seconda parte della stagione, con Barzagli out, la Juventus passa regolarmente al modulo col rombo di centrocampo e la difesa a 4, con la coppia di centrali Bonucci-Chiellini, schierati sul lato concorde al proprio piede: Bonucci sul centro-destra, Chiellini sul centro-sinistra, in modo da dare ad entrambi un vantaggio in fase di impostazione, fondamentale in funzione del nuovo stile di gioco, non diretto e verticale come la Juve di Conte, ma con più possesso palla. Una nuova freccia all’arco bianconero.

Stile di gioco e caratteristiche tecniche
Bonucci  è un calciatore e soprattutto, un uomo, di grande carattere e personalità, qualità che gli hanno permesso di farsi sempre scivolare addosso le critiche ricevute nelle sue prime stagioni da bianconero e di volersi costantemente migliorare in allenamento. Di stagione in stagione, prima con Conte, poi con Allegri, ha dato sempre più sicurezza e stabilità alla difesa, acquisendo esperienza internazionale e correggendo anche qualche peccato di superbia, per cui non di rado veniva accusato di “piacersi un po’ troppo”.

Alto un metro e 90 per 82 chili di peso, sa far valere sul campo di gioco il fisico e la forza di cui è dotato. E’ bravo nel gioco aereo, particolare comune a tutti i difensori della Juventus e che lo rende molto utile nel presidiare l’area di rigore sui palloni alti e sui calci piazzati ma anche, indirettamente, in fase di pressing. Tipicamente, quando  la Juventus pressa alto, Vidal si porta sulla linea degli attaccanti Tevez e Morata, andando ad aggredire il portatore di palla. Gli altri centrocampisti si posizionano sull’uomo, in modo da interrompere le possibili linee di passaggio, con l’obiettivo primario di conquistare il pallone in avanti e secondario di forzare il pallone lungo, su cui solitamente Bonucci e Chiellini hanno vita facile e diverse probabilità di recuperare il possesso palla. Abilità nel colpire di testa risultata decisiva nella recente cavalcata in Champions League, dove prima i gialloneri del Borussia Dortmund e poi le merengues del Real Madrid, hanno dovuto fare i conti con la compattezza in fase difensiva e con il dominio nel gioco aereo del 4-3-1-2 e soprattutto del 3-5-2 dei bianconeri.

UEFA Champions League - Juventus vs. Real Madrid - Lo schieramento tipico del 3-5-2 in fase difensiva. Gli esterni si abbassano a formare una difesa a 5, lo spazio tra centrocampo e difesa si restringe man mano che ci si avvicina all’area e si cerca di dirottare il gioco avversario sulle corsie. L’esterno lato palla si sgancia per contrastare l’avversario col pallone tra i piedi, mentre gli altri componenti della difesa si compattano al centro per sfruttare la propria abilità nel gioco aereo.
UEFA Champions League – Juventus vs. Real Madrid – Lo schieramento tipico del 3-5-2 in fase difensiva. Gli esterni si abbassano a formare una difesa a 5, lo spazio tra centrocampo e difesa si restringe man mano che ci si avvicina all’area e si cerca di dirottare il gioco avversario sulle corsie. L’esterno lato palla si sgancia per contrastare l’avversario col pallone tra i piedi, mentre gli altri componenti della difesa si compattano al centro per sfruttare la propria abilità nel gioco aereo.

Anche grazie alla nuova difesa a 4 firmata Max Allegri, Bonucci è notevolmente migliorato nella marcatura, che fino a qualche stagione fa rappresentava per lui un rilevante punto debole, soprattutto a causa dei cali di concentrazione, a cui talvolta era soggetto nell’arco dei 90 minuti di gioco. Sempre grazie al nuovo tecnico della Juventus, nella stagione appena conclusa, ha fatto ricredere molti dei detrattori che lo ritenevano inadatto a giocare ad alto livello in una difesa a 4.

Sul rettangolo verde, il principale e più evidente dei suoi punti di forza, è rappresentato dalla sua lungimiranza ed intelligenza tattica, che gli permette spesso di prevedere i movimenti  degli attaccanti avversari e di posizionarsi di conseguenza. Proprio la sua abilità in fase di copertura e l’ottimo senso della posizione, fecero sì che la difesa a 3 di Conte gli fosse quasi cucita addosso: a Barzagli e Chiellini erano affidati compiti di anticipo e marcatura, mentre Bonucci si posizionava al centro in virtù delle proprie capacità tattiche.

E’ più veloce di quanto spesse volte viene etichettato e seppur non sia effettivamente un fulmine di guerra, compensa con la velocità di lettura del gioco il gap con quella delle gambe. Posto che, quando viene schierata la difesa a 3, è meno volte chiamato ad anticipare gli avversari rispetto ai due compagni di reparto, l’anticipo è un altro fondamentale difensivo in cui risulta abile.

Coppa Italia - Juventus vs. Lazio - Abilità nell’anticipo di Bonucci. Marco Parolo serve Antonio Candreva, di spalle tra le linee di difesa e centrocampo della Juventus. Bonucci intuisce che il giocatore della Lazio, dovrà prima controllare il pallone e poi girarsi e gli corre incontro nel tentativo di anticiparlo. Nel frattemp, Barzagli copre preventivamente il movimento del compagno e Chiellini prende in consegna Miroslav Klose. Appena Candreva riesce a girarsi sopraggiunge Bonucci che recupera il pallone in anticipo e serve subito Llorente.
Coppa Italia – Juventus vs. Lazio – Abilità nell’anticipo di Bonucci. Marco Parolo serve Antonio Candreva, di spalle tra le linee di difesa e centrocampo della Juventus. Bonucci intuisce che il giocatore della Lazio, dovrà prima controllare il pallone e poi girarsi e gli corre incontro nel tentativo di anticiparlo. Nel frattemp, Barzagli copre preventivamente il movimento del compagno e Chiellini prende in consegna Miroslav Klose. Appena Candreva riesce a girarsi sopraggiunge Bonucci che recupera il pallone in anticipo e serve subito Llorente (clic sull’immagine per ingrandirla).

Le doti nell’uno-contro-uno sono migliorabili, tesi confermata anche dal vero e proprio smacco ricevuto ad opera di Marco Reus nella recente amichevole estiva persa in Svizzera, contro un Borussia Dortmund ben più avanti nella preparazione.

Ma Bonucci non è solo un ottimo difensore: come precedentemente scritto è “il difensore che imposta per eccellenza”, ruolo in cui risulta ad oggi insostituibile nella Juventus. E’ il difensore moderno che sfata definitivamente il mito del centrale alto e possente, ma totalmente privo di tecnica. Di piede destro, Bonucci è totalmente a proprio agio quando arriva il momento di giocare il pallone partendo da dietro, tanto da rivestire un’importanza praticamente pari a quella del regista Pirlo (o Marchisio) in fase di costruzione. Non a caso l’unico giocatore juventino ad aver giocato più passaggi di Bonucci (2012) nella scorsa edizione della Serie A, è Claudio Marchisio con 2146. Se invece vogliamo fare un paragone a livello europeo, i suoi  60,1 passaggi per 90 minuti, sono perfettamente in linea con le statistiche nella Liga di Piqué, il centrale di Luis Enrique ritenuto tra i migliori al mondo nell’impostare il gioco, che passa il pallone 65,3 volte ogni 90 minuti.

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Il grafico evidenzia l’andamento del numero di passaggi per 90 minuti nella sua carriera in serie A, cresciuta in ognuno dei suoi anni in bianconero e stabilizzatasi nelle ultime due stagioni. Da notare anche il picco negativo nella sua prima stagione alla Juventus, con Del Neri in panchina.

Ad una tecnica degna di un centrocampista, Bonucci abbina il profilo psicologico esemplare per un regista difensivo: legge ottimamente i movimenti dei compagni e degli avversari, sa sempre quando è il preciso istante per rompere le linee di pressione dell’altra squadra, sa farsi trovare al posto giusto al momento giusto e soprattutto ha un’invidiabile compostezza con il pallone tra i piedi che fa sì che si trovi a suo agio anche sotto pressione. L’aver accanto un compagno di reparto come Bonucci, ha aiutato molto anche Chiellini, che a sua volta è notevolmente cresciuto nella gestione del possesso.
Il lancio lungo è il fondamentale più appariscente della sua dotazione in fase di transizione: nella Juventus, il solo Pirlo ha tentato e completato più palloni lunghi per 90 minuti di Bonucci (A.Pirlo-Tentati/Riusciti 8.8/11.5; L. Bonucci-Tentati/Riusciti  5.6/9.7) nell’ultimo campionato.

Con l’addio di Pirlo direzione New York City, Bonucci dovrà probabilmente assumersi ulteriori responsabilità in fase d’impostazione, come del resto ha fatto già durante questa stagione, in coppia col “terzo” regista juventino Marchisio. In quest’ottica, è interessante sottolineare come, in  occasione di Juventus-Fiorentina, quando la sconfitta per 1-2 dello Juventus Stadium rischiò di compromettere il cammino verso la vittoria della Coppa Italia dei bianconeri, la chiave del match fosse stata l’intuizione di Montella di posizionare Mario Gomez in marcatura a uomo su Bonucci e contemporaneamente far uscire a turno un uomo su Marchisio, mettendo in seria difficoltà la Juventus nella gestione del pallone.
Oltre alla precisione nei passaggi (86,4% nell’ultima stagione in A), è abile nella conduzione della palla, come ha dimostrato a tutti andando a segnare con una superba azione personale, il gol del 2-0 in Juventus-Lazio.

Seppur i compiti siano simili, gli interpreti e la disposizione in fase di costruzione variano a seconda del modulo. Nel 3-5-2, Bonucci è il vertice basso del rombo formato con Barzagli, Pirlo e Chiellini, da cui la Juve fa cominciare il suo gioco. Il rombo si forma in prossimità dell’area di rigore e procede fin nella metà-capo avversaria quando Pirlo può sganciarsi in avanti e i tre difensori centrali tengono la linea all’altezza del cerchio di centrocampo, solitamente coadiuvati dall’esterno di centrocampo opposto al lato di sviluppo del gioco. Un’altra opzione è rappresentata dal lancio lungo, operato da Bonucci stesso o da Pirlo.

Coppa Italia - Juventus vs. Lazio - Al momento del rinvio corto di Buffon, che può essere direzionato verso uno qualsiasi dei tre centrali, Bonucci, Barzagli, Pirlo e Chiellini si dispongono a rombo. I 4 avanzano con quest’impostazione fino al centrocampo, circolando il pallone tra loro per scampare alla pressione avversaria. In prossimità della linea mediana, Pirlo è libero di avanzare, mentre i difensori mantengono la linea alta.
Coppa Italia – Juventus vs. Lazio – Al momento del rinvio corto di Buffon, che può essere direzionato verso uno qualsiasi dei tre centrali, Bonucci, Barzagli, Pirlo e Chiellini si dispongono a rombo. I 4 avanzano con quest’impostazione fino al centrocampo, circolando il pallone tra loro per scampare alla pressione avversaria. In prossimità della linea mediana, Pirlo è libero di avanzare, mentre i difensori mantengono la linea alta (clic sull’immagine per ingrandirla).

Nel 4-3-1-2, per mantenere una superiorità numerica in fase di impostazione simile a quella garantita dalla difesa a 3, la Juventus di Allegri attua un meccanismo riconducibile alla “salida lavolpiana” illustrata in apertura. Pirlo scala in mezzo ai due centrali, con Bonucci che si allarga a destra e Chiellini a sinistra,con i tre che vanno a formare un triangolo, mentre i terzini si proiettano in avanti sulla linea dei centrocampisti. In questa situazione è uno dei due interni di centrocampo (se non il trequartista) che si propone per ricevere il passaggio e proseguire l’azione, altrimenti si cercano direttamente le punte o il trequartista. Idealmente, o Tevez o Morata vengono incontro al centrocampo per ricevere palla agendo in pratica da numero 10, mentre Vidal occupa il posto lasciato vacante dalla punta.

UEFA Champions League - Juventus vs. Real Madrid - Pirlo si abbassa fino alla sua area di rigore a ricevere palla, mentre i centrali si allargano formando un triangolo. I terzini ne approfittano per spingersi in avanti, mentre uno o più dei rimanenti centrocampisti viene incontro a ricevere palla.
UEFA Champions League – Juventus vs. Real Madrid – Pirlo si abbassa fino alla sua area di rigore a ricevere palla, mentre i centrali si allargano formando un triangolo. I terzini ne approfittano per spingersi in avanti, mentre uno o più dei rimanenti centrocampisti viene incontro a ricevere palla.

Il calciomercato ha portato lontano da Torino diversi dei calciatori nominati in quest’articolo: Pirlo, Vidal e Tevez su tutti. Ma se l’ambientamento dei pur validi sostituti, come Khedira, Dybala e Mandzukic è ancora da verificare, ed in attesa del nuovo trequartista (chiunque esso sarà), la Juve ha sicuramente una certezza, anzi, dopo il rinnovo fino al 2020, ha una vera e propria colonna portante da cui ripartire: Leonardo Bonucci.

*Un grazie a Giacomo Scutiero (@SCUtweet) per aver ispirato l’articolo*

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