Tottenham 0-0 Liverpool – L’esordio in Premier League di Jurgen Klopp

L’approdo sulla panchina del Liverpool di Jurgen Klopp in seguito all’esonero di Brendan Rodgers, ha contribuito a movimentare la pausa per le nazionali generando un’attesa spasmodica per l’esordio in Premier League dell’ex tecnico del Borussia Dortmund. Esordio che vedeva i Reds affrontare a White Hart Lane il Tottenham di Mauricio Pochettino, una delle squadre più in forma della Premier, in striscia positiva dalla seconda giornata.

Formazioni
I media inglesi (e non) davano per scontata l’impiego come modulo base del Liverpool del 4-2-3-1 con cui si schieravano solitamente i giallo-neri, ma Klopp ha optato per un 4-3-2-1, suggerito anche da un infermeria affollata come non mai. Agli infortuni di lungo corso Flanagan, Henderson, Benteke, Firmino e Lovren si sono aggiunti quelli dei nuovi acquisti Danny Ings e Joe Gomez, la cui prima stagione in maglia Reds potrebbe essersi già terminata: entrambi hanno rimediato un infortunio al crociato. La defezione last-minute di Sturridge, che aveva rimediato una botta al ginocchio in allenamento, ha contribuito a ridurre ulteriormente le alternative a disposizione di Klopp.

Per cui, davanti a Mignolet, Clyne, Skrtel, Sakho e Moreno hanno composto la linea difensiva a quattro. Lucas ha agito davanti alla difesa supportato da Milner a destra e Can a sinistra. A supporto dell’unica punta Origi spazio a Coutinho sul centro-sinistra e Lallana sul centro-destra.

Al contrario del collega, Pochettino ha schierato il 4-2-3-1, con Alli e Dembélé in mediana e il trio Lamela-Eriksen-Chadli alle spalle del centravanti Harry Kane. L’infortunio occorso all’esterno sinistro belga ha visto l’ingresso dell’ex-Lione N’Jie dopo appena undici minuti.

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Le formazioni in campo. 4-2-3-1 per il Tottenham e 4-3-2-1 per i Reds di Klopp.

Pressing à la Dortmund
In puro stile Klopp, il pressing del Liverpool ha impressionato durante il primo tempo. Il 4-3-2-1 è un modulo che permette di bloccare l’accesso alle zone centrali del campo con facilità e che creava superiorità numerica contro il duo di pivot del Tottenham formato da Dembélé e Alli. Il Liverpool ha attuato un pressing orientato al pallone, per cui la squadra scorreva orizzontalmente o diagonalmente verso il portatore di palla. Coutinho e Lallana si sono rivelati fondamentali sia nel portare la prima pressione che nel dare equilibrio al sistema, agendo nella zona tra il centrale e il terzino degli Spurs. Sulla costruzione del Tottenham il primo pressing  era mirato a indirizzare il gioco avversario sulle corsie dove intrappolare i terzini Walker e Rose.

Solitamente il trequartista lato-palla pressava il terzino di competenza con l’aiuto dell’interno del centrocampo, grazie anche alla difesa alta che permetteva di compattare la squadra verticalmente. Interno e trequartista si alternavano tra pressare direttamente il portatore e schermare il centrocampista centrale del Tottenham abbassatosi in supporto del compagno.

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Milner lascia la posizione da interno per pressare Rose, mentre Lallana lo copre abbassandosi e ricostituendo il centrocampo a tre. La posizione del trequartista inglese permette anche di mettere in zona ombra Dembélé tagliando fuori una potenziale linea di passaggio verso le zone centrali del campo. A sua volta Origi scherma l’opzione più vicina Vertonghen, mentre Coutinho marca Alli e Lucas segue il movimento ad abbassarsi di Eriksen. Si noti anche la difesa alta e il movimento di Clyne a prevenire l’eventuale passaggio lungo-linea in direzione di Chadli.
Alderweireld gioca la palla sul terzino destro Walker e Coutinho curva la direzione della sua corsa tagliando la linea di passaggio per Alli e pressare l’inglese. Can si alza subito per aiutare in pressing il compagno. Sul lato opposto Lallana si abbassa sulla linea dei centrocampisti e insieme a Milner e Lucas scorre verso il lato palla.  
Alderweireld gioca la palla sul terzino destro Walker e Coutinho curva la direzione della sua corsa tagliando la linea di passaggio per Alli e andando a pressare l’inglese. Can si alza subito per aiutare in pressing il compagno. Sul lato opposto Lallana si abbassa sulla linea dei centrocampisti e insieme a Milner e Lucas scorre verso il lato palla.

Anche il gegenpressing/counterpressing si è rivelato efficace con i giocatori volitivi nel portare pressione appena il pallone veniva perso. Interessante il dato degli sprint fornito da Opta: i Reds hanno compiuto ben 50 sprint in più rispetto agli Spurs e sono stati la prima squadra a coprire più chilometri della squadra di Pochettino in questa stagione.

Cattura

L’inedito 4-3-2-1
Come richiesto dal proprio allenatore il Liverpool ha sempre cercato di far ripartire l’azione da dietro palla a terra. Idealmente i centrali Skrtel e Sakho avrebbero dovuto ricevere dal portiere e poi distribuire su Lucas. La compattezza della squadra che rimaneva relativamente corta in fase di costruzione contribuiva a creare le necessarie connessioni tra centrocampo e difesa e con il supporto di interni e terzini il Liverpool  poteva sviluppare la manovra sia centralmente che in ampiezza.

Per costruzione nel 4-3-2-1 schierato da Klopp mancavano esterni di ruolo. Con Coutinho e Lallana stretti vicino a Origi, era compito di Can e Milner fornire supporto ai terzini e dare un’opzione di gioco larga. Milner si è trovato particolarmente a suo agio nel ruolo, combinando bene con il terzino destro Clyne e il trequartista Lallana. I due agivano sia molto larghi fornendo uno l’opzione della sovrapposizione all’altro, oppure si scambiavano di ruolo con Clyne che stringeva verso l’interno del campo quando Milner si portava più largo.

Milner è larghissimo sulla destra e si sovrappone a Clyne che lo serve sulla corsa. Coutinho si muove dal centro-sinistra verso il lato opposto, prendeno momentaneamente il ruolo da interno di Milner.
Milner è larghissimo sulla destra e si sovrappone a Clyne che lo serve sulla corsa. Coutinho si muove dal centro-sinistra verso il lato opposto, prendendo momentaneamente il ruolo da interno di Milner.
 Milner si ritrova nuovamente in posizione di esterno. Clyne, rimasto in copertura, si stringe verso il centro del campo.
Milner si ritrova nuovamente in posizione di esterno. Clyne, rimasto in copertura, si stringe verso l’interno del campo.

Contromisure Spurs
La sicurezza con cui il Liverpool costruiva il gioco dalla difesa è via via diminuita. Mignolet non si è dimostrato particolarmente a suo agio in un ruolo da portiere-libero. La difesa alta gli lascia da coprire porzioni di campo più ampie della sola area di rigore, ma il belga non ha dato l’adeguata sicurezza nelle uscite ed è parso anche poco sicuro del proprio gioco di piedi. Pochettino, che inizialmente è sembrato sorpreso dagli accorgimenti di Klopp, è riuscito a trovare le contromisure adeguate a partita in corso. Il pressing degli Spurs ha costretto i centrali ad allargarsi sempre di più, oltre che tagliato fuori la linea di passaggio per Lucas, costringendo l’estremo difensore dei Reds a calciare lungo sempre con maggiore frequenza.

La sensazione era che l’incredibile intensità proposta dal Liverpool nelle battute iniziali difficilmente avrebbe potuto essere proposta per l’intero arco dei 90 minuti, specie dopo una sola settimana di lavoro con Klopp al timone. Ed infatti intorno alla mezz’ora il Liverpool è calato. Si sono aperti spazi nelle zone centrali del campo e il Tottenham ha preso in mano il pallino del gioco con Dembélé e Alli a costruire l’azione supportati anche da Eriksen che si abbassava spesso a prendere il pallone, con il modulo degli Spurs che variava da 4-2-3-1 a 4-3-3.

Intensità = spettacolo
Klopp ha potuto quindi sfoderare un altro cavallo di battaglia del suo stile di gioco moderno, ovvero la compattezza della squadra durante le fasi di attacco prolungato degli avversari, che non ha concesso grandi occasioni da gol alla squadra di Pochettino.

A loro volta i Reds, se si esclude il palo colpito di testa da Origi sugli sviluppi di un piazzato non hanno costruito azioni offensive particolarmente pericolose, soffrendo la mancanza di un affidabile riferimento in avanti, visto che il giovane belga non si è ancora mai dimostrato pronto a giocare a questi livelli. Dopo l’exploit dei mondiali in Brasile l’ex Lille non è ancora riuscito a proporre prestazioni di quel livello, tanto che l’anno scorso è stato persino inserito nella flop-11 della Ligue 1 dall’Equipe.

Come conferma la XG map del match proposta da Michael Caley, lo 0-0 ben rispecchia un partita avara di emozioni dal punto di vista offensivo, ma che è stato un vero e proprio spettacolo a livello dell’intensità proposta dalle due squadre che, finché sono state sorrette dal fisico, non si sono mai esatte dal pressare a tutto campo e dal lottare su ogni pallone.

Per Klopp l’esordio sulla panchina del Liverpool non sarà stato esattamente da sogno ma, pur con una formazione rimaneggiata, si sono già visti, dopo appena una settimana di lavoro, alcuni di quei principi di gioco che hanno reso l’allenatore tedesco famoso (e vincente).

C’è ancora da lavorare sui meccanismi difensivi e sulla tenuta fisica, ma i giocatori, assenti compresi, sembrano potersi adattare bene allo stile-Klopp. Pressing e gegenpressing, compattezza, marcature a zona sui corner diventeranno ben presto la norma al centro di allenamento di Melwood . In questo senso, sia Klopp che Pochettino possono essere considerati alfieri di un certo credo calcistico che finora sembra aver avuto difficoltà ad attecchire in Premier League.

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FF

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