Milan 2-0 Fiorentina

La partita di San Siro tra Milan e Fiorentina rappresentava una tappa fondamentale per entrambe le squadre. I rossoneri erano chiamati all’ennesimo risultato “salva panchina” per Mihajlovic, mentre la Fiorentina cercava i tre punti per scavalcare l’Inter, fermata sul pari dall’Atalanta, ed agguantare il terzo posto.

Il tecnico serbo ha scelto nuovamente il 4-4-2 delle ultime uscite. Spazio quindi a Donnarumma in porta e alla linea a quattro formata da Abate, Alex, Romagnoli ed Antonelli. Il laterale ex-Genoa che sembra aver ormai definitivamente scalzato De Sciglio dal ruolo di terzino sinistro. A centrocampo coppia centrale formata da Montolivo e Bertolacci, con Kucka lasciato inizialmente in panchina. Sugli esterni Bonaventura a sinistra e Honda a destra. Un Balotelli recuperato ha visto gran parte della partita della panchina, con Mihajlovic che ha preferito affidarsi alla coppia Bacca-Niang.

Paulo Sousa ha dovuto fare a meno di due pedine fondamentali nel suo schieramento: lo squalificato Gonzalo Rodríguez e Milan Badelj, fuori dai giochi per almeno un mese a causa di un infortunio. Nonostante le due pesanti assenze, l’allenatore portoghese non ha rinunciato al suo usuale 3-4-2-1. Quindi, davanti ai pali di Tatarusanu, linea a tre formata da destra a sinistra da Roncaglia, Tomović e Astori. Mario Suárez ha sostituito Badelj al fianco di Vecino, con Alonso esterno di sinistra e Bernardeschi esterno invertito a destra. La solita coppia di trequartisti formata da Iličič e Valero ha agito a supporto dell’unica punta Kalinić.

L’assenza del leader difensivo Gonzalo si è fatto subito sentire. Su un azione d’attacco viola, spentasi con il pallone tra le braccia di Donnarumma, il portiere rossonero è stato lesto a distribuire il pallone verso Bonaventura, escludendo ben cinque giocatori viola dalla transizione difensiva.

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Donnarumma vede subito Bonaventura libero e fa ripartire velocemente l’azione da cui ha origine il gol del vantaggio dei rossoneri. Ben cinque giocatori della Fiorentina sono tagliati fuori dal passaggio del giovane portiere del Milan.

L’esterno del Milan ha trovato spazio lungo la corsia sinistra e quando ormai sembrava chiuso ha servito Bacca con un filtrante, completamente perso da un disorientato Roncaglia. Il colombiano si è liberato di Tomović con appena tre tocchi ed ha infilato Tatarusanu con una conclusione ad incrociare.

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Bonaventura porta palla sulla sinistra e proprio quando sembra ormai chiuso da Vecino, trova l’apertura per giocare un filtrante per Bacca, lasciato libero da Roncaglia che guarda solo il pallone.

Grazie al gol del vantaggio sopraggiunto dopo appena quattro minuti di gioco, la partita si è messa nella situazione ideale per il Milan e in quella peggiore per la Fiorentina che ha dimostrato sempre difficoltà nel recuperare lo svantaggio contro squadre chiuse. La squadra rossonera ha compattato le linee e di frequente tutti e dieci i giocatori di movimento si sono ritrovati dietro la linea della palla. Non di rado una delle due linee diventava a cinque con Niang che si abbassava a centrocampo e i compagni che scalavano.

L’obiettivo di Mihajlovic era quello di impedire che la palla giungesse ai centrocampisti, lasciando che il possesso viola si sviluppasse con passaggi tra i difensori centrali, in difficoltà a verticalizzare centralmente e spesso costretti a giocare il pallone in fascia, dove il Milan faceva valere la sua superiorità numerica: l’esterno di centrocampo poteva pressare il centrale di fascia grazie alla copertura del terzino, pronto ad uscire sull’esterno della Fiorentina.

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Tutti i giocatori del Milan sono dietro la linea della palla e Roncaglia, ricevuta palla da Tomović, non ha opzioni verticali a disposizione, con Vecino e Suárez coperti da Niang e Bacca. Un passaggio per un altro dei difensore centrali non farebbe altro che attirare pressione sul compagno, per cui l’argentino effettua un lancio lungo in diagonale su Alonso, anticipato di testa da Abate.

Il gioco della Fiorentina prevede l’impiego del doble pivote e questa scelta contempla il fatto che siano i due trequartisti a proporsi in posizione avanzata tra le linee avversarie e a gestire la manovra nelle zone avanzate del campo. Contro una squadra che come il Milan schierava un 4-4-2, il loro ruolo sarebbe potuto essere potenzialmente decisivo, visto che lo schieramento rossonero non prevedeva un centrocampista davanti alla difesa, deputato a controllare lo spazio tra i reparti. Purtroppo per Sousa, questa arma è stata ben poco efficace, visto che in primis la squadra di Mihajlovic è stata molto diligente nel congestionare lo spazio tra difesa e centrocampo, con le due linee sempre molto vicine, ma anche a causa del comportamento di Iličič e soprattutto Valero.

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Valero si abbassa e si porta sulla stessa linea di Suárez e Vecino. Con Alonso e Bernardeschi a fornire ampiezza allo schieramento, rimangono solo Kalinic ed Iličič alle spalle del centrocampo del Milan, tra l’altro praticamente sulla stessa linea orizzontale.

Entrambi i trequartisti di Sousa venivano alternativamente incontro ai compagni del centrocampo, costretti a giocare in spazi stretti, fornendo un’opzione al portatore, ma di fatto dimezzando il vantaggio che il mantenimento di  due uomini tra le linee avrebbe assegnato in termini di superiorità posizionale.

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In questo caso limite, sia Valero che Iličič sono bassi, ma il loro posizionamento risulta ridondante, con Vecino e Suárez che potrebbero tranquillamente fare a meno della presenza di uno dei due, se non di entrambi.

Lo stesso Sousa ha identificato il problema e durante il secondo tempo ha rinunciato a Suárez inserendo Rossi e abbassando Valero accanto a Vecino. Anche con “Pepito” in campo però, la Fiorentina non si è resa particolarmente pericolosa, trovando comunque difficoltà nel penetrare le linee del Mila, continuando piuttosto a cercare di aggirare il blocco, come confermano i 26 cross effettuati, contro i 15 traversoni circa della media stagionale.

Ancora una volta il più pericoloso è stato Kalinić che pur protagonista di una prestazione non particolarmente brillante, attorno al 55.esimo minuto ha avuto due occasioni per pareggiare. Nel primo caso ha evaso il fuorigioco del Milan con arguzia, ma ha concluso malamente a lato; nel secondo il suo colpo di testa è andato di poco alto. In ogni caso il dato sui tiri in porta della Fioretina è implacabile: appena una conclusione nello specchio su 14 tentativi, contro 3 su 4 tentativi per i padroni di casa.

Il Milan se l’è cavata ottimamente nell’assorbire i possessi spesso sterili della Fiorentina e nel finale l’approccio diretto della squadra di Mihajlovic ha pagato i suoi dividendi per la seconda volta, quando il neo entrato Boateng, pescato con un lancio lungo da Kucka, ha portato il risultato sul definitivo 2-0. In occasione del raddoppio Roncaglia è stato ancora una volta protagonista in negativo: il difensore di Sousa ha mancato l’allineamento con Tomovic e Astori, lasciando in gioco il centrocampista offensivo del Milan.

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Il mancato allineamento di Roncaglia con gli altri due centrali ha permesso a Boateng di rimanere in gioco, spianandogli la strada per il gol del 2-0.

La partita di San Siro contro l’Inter, aveva messo in mostra tutti i pregi della Fiorentina. La seconda uscita stagionale sul prato del Meazza ha invece esposto tutti i limiti della squadra di Sousa: una panchina corta e con qualità inferiori, se non diverse da quelle dei titolari; la tendenza ad essere colpiti al primo errore, considerati i rischi determinati da difesa alta e aggressività; una gestione del possesso non sempre pericolosa, e quasi dogmatica: ad esempio Tatarusanu ha distribuito sui centrali spesso anche sotto pressione causando un ulteriore passaggio all’indietro e complicandosi notevolmente la vita. Vista la superiorità numerica al centro del campo, la Fiorentina avrebbe potuto rinviare lungo più spesso, mettendo i propri centrocampisti in condizione di attuare il gegenpressing nel caso in cui il pallone fosse stato perso, come insegna la scuola tedesca.

Mihajlovic ha salvato per l’ennesima volta la pelle e probabilmente a questo punto della stagione, si merita di lavorare tranquillo, con la sicurezza di poter chiudere l’annata, comunque vada. Il Milan visto contro la Fiorentina è probabilmente quello che più si è avvicinato alla solidità e dedizione alla causa messa in campo dalla Sampdoria del serbo: resta da trovare la continuità.

Twitter @FlaFu_tbol

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