Volti nuovi a nord di Londra e prima parte della stagione 2016/2017

A causa di una serie di impegni, universitari e non, l’aggiornamento della mia carriera, sia dal punto di vista del blog, sia da quello puramente ludico, si era arenato negli ultimi tempi. Fortunatamente in questi giorni ho avuto più tempo e sono riuscito finalmente a cliccare “Continua” nella mia avventura con i Golden Boys del Watford. Sono quasi al termine della stagione, ma ritengo comunque più funzionale raccontarla in due parti, così come ho fatto finora.

Ci eravamo lasciati con un tris di coppe ed un 7° posto in campionato, che non ci aveva precluso l’opportunità dell’Europa che conta, visto che il trionfo in Europa League ci aveva regalato l’accesso diretto ai gironi della Champions League 2016/2017.

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Dopo un doppio trionfo, un doppio salto in avanti

Vincendo la Championship abbiamo conquistato la promozione, mentre vincendo la Capital One Cup ci siamo dati una possibilità di competere anche in ambito europeo. Praticamente invece di salire uno scalino abbiamo saltato un’intera rampa di scale per fare un paragone extracalcistico.

Abbiamo un’ottima base visto il campionato dominato e gli schiaffi rifilati alle squadre di Premier incontrate in coppa, ma Premier League e Europa League non sono passeggiate di salute. Ho fiducia che potremmo fare bene, ma sicuramente ci serve qualcosa. Con il campionato già ampiamente archiviato praticamente ad aprile, ho avuto diverso tempo per pianificare il mercato. La programmazione è fondamentale anche in FM, specie se siete alla guida di una società non di primissima fascia: cercare di acquisire i propri obiettivi prima della chiusura del mercato, spesso vi permetterà di strappare prezzi più vantaggiosi che a mercato aperto, ma soprattutto ridurrà al minimo la concorrenza.

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Calciomercato, talenti e…matrici

Da quando ho iniziato a giocare a FM, il mio approccio al mercato è sempre stato più o meno lo stesso: cercare di aggiudicarsi i migliori giovani possibili sulla piazza, limitando gli esborsi monetari in un’ottica di lungo periodo. Ad inizio carriera, quando solitamente i fondi per il mercato sono necessari a rinforzare settori chiave della prima squadra, oppure quando la situazione finanziaria va ancora stabilizzata o addirittura è traballante, sono ovviamente costretto a limitare esborsi di questo tipo. Ma quando il conto in banca della società inizia a lievitare, magari di pari passo con le vittorie e la partecipazione alle coppe e l’ossatura della squadra è ormai definita, inizio a destinare la maggior parte dei fondi trasferimenti su giocatori U-21.

Per scovare giocatori con le caratteristiche adatte mi affido al mio gruppo di osservatori, settore del club che cerco sempre di migliorare quantitativamente e qualitativamente. Seppur mi serva di un capo osservatore, sono io stesso a stabilire gli incarichi. Ovviamente perché questa strategia funzioni al meglio, appena ne ho la possibilità cerco di convincere la dirigenza a migliorare le attrezzature della squadra: strutture di allenamento sia per la prima squadra che per le giovanili, sistema di allenamento delle giovanili e vivaio. Probabilmente il mio approccio sarà quello di molti e quindi vi riconoscerete in questo mio profilo e molti di voi magari staranno già pensando “beh che c’è di nuovo?”. Bene, in questo articolo non voglio parlare del mio metodo di ricerca dei giocatori e nemmeno del loro sviluppo, ma della loro gestione orientata a fare il meglio per loro e per la società, con un occhio al bilancio. Continua a leggere