Lionel Messi – Il Falso Nueve

Il Falso 9 come lo conosciamo oggi, ha un padre e una data di nascita. Il primo, Guardiola, è noto a tutti coloro che seguono il calcio, la data forse un po’ meno. La stagione è quella del 2008/09, Barcellona e Real Madrid, tanto per cambiare, si contendono il primato nella Liga. Alla 34a giornata va in scena il Clasico, con il Bernabeu che si prepara ad ospitare il Barcellona, primo a 4 punti di vantaggio sui Blancos.

Guardiola e Messi
Guardiola e Messi

Il primo maggio, festa dei lavoratori, è la vigilia del big match. Guardiola, non può però prendersi un giorno di riposo, e rimane nel suo ufficio all’interno del Camp Nou. Come da abitudine, passa i due giorni prima di un incontro a preparare la partita, visionando filmati su filmati e partite intere, per analizzare punti di forza e debolezza dell’avversario di turno.

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Johan Crujiff e Francesco Totti – Il limbo dei ruoli

Dopo Hidegkuti, si fatica a trovare un attaccante che replicasse i movimenti dell’ungherese o lo stile gioco di Sindelar, ma almeno altri due attaccanti atipici hanno calcato i campi d’Europa prima di Messi.

Sicuramente va citato Crujiff, colui che nell’1-3-3-3 di Rinus Michels era, almeno in partenza, il centravanti, ma che spesso abbandonava l’area di rigore per cercare una posizione dove essere più pericoloso e meno prevedibile, aprendo spazi agli inserimenti dei compagni, specie Johan Neeskens. D’altronde come può esistere un attaccante vero in una tattica dove non esistono ruoli? Il principio stesso del Totalvoeetbal richiede che tutti sappiano fare tutto. I difensori devono attaccare, gli attaccanti difendere, il tutto accompagnato da pressing a tutto campo e sistematico uso della trappola del fuorigioco. Non ci si muove più in base al movimento del pallone, ma in base ai movimenti dei compagni di squadra: appena un giocatore abbandona la sua posizione, tocca ad un altro compagno andare a coprirla in modo da non modificare la disposizione tattica iniziale.

Johan Cruijff, l'araldo del calcio totale
Johan Cruijff, l’araldo del calcio totale

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Nándor Hidegkuti – Il Centravanti arretrato

Mentre Sindelar trovava la morte in circostanze mai chiarite, il suo erede Nándor Hidegkuti muoveva i primi passi nel calcio professionistico a Budapest, città a qualche centinaio di chilometri da Vienna dove era nato nel 1922. Anzi a dire il vero semiprofessionistico, perché intanto lavorava anche da operaio in una fabbrica della società elettrica. Raccontò di aver vissuto la sua prima esperienza con la “palla” tra i piedi, arrotolando alcune calze a formare una sfera. Iniziò a calciare il suo primo pallone vero all’Újlaki FC, dove proprio nel 1938 esordì in prima squadra, appena 16enne. Ancora giovane, cambiò diverse squadre, passando nel 1940 al Gázmuvek, nel 1943 all’Elektromos e nel 1945 all’Herminamezei. Proprio nello stesso anno esordì in Nazionale, con una doppietta nel 7-2 con la Romania.

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Nándor Hidegkuti

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Matthias Sindelar – L’Attaccante di carta velina  

Agli albori degli anni ’30 (e del calcio), l’Austria riuscì ad inanellare, tra l’aprile 1931 e il dicembre 1932, 14 risultati utili consecutivi, durante la quale conquistò la Coppa Internazionale, una sorta di antesignano Campionato Europeo. Italia, Ungheria, Cecoslovacchia, Svizzera ed appunto Austria si contesero il torneo, giocato con un girone all’italiana e gare di andata e ritorno tra il ’31 e il ’32. L’Austria perse 2-1 a Milano contro l’Italia la prima giornata, ma da allora non conobbe più sconfitta, vincendo il trofeo proprio ai danni degli azzurri, giunti secondi. Questo successo valse alla nazionale guidata da Hugo Meisl il soprannome di Wunderteam.

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Il Wunderteam

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Si riparte con gli Hornets

Con l’uscita della nuova Patch 15.3, comprendente l’aggiornamento dei trasferimenti del mercato invernale, è tempo per me di ricominciare una nuova carriera. Avendo già privatamente portato avanti due carriere longeve, con il Wolfsburg e l’Arezzo, con gli stimoli a cliccare “Continua” che andavano via via scemando, ho deciso di iniziare la mia prossima avventura in Inghilterra. In un campionato come la Premier League anche squadre di minor blasone e qualità, se supportate dai risultati, possono ambire ad una crescita economica che vada di pari passo con quella sportiva. Questo mi darebbe molto spazio per potermi concentrare sullo sviluppo dei giovani calciatori, che è uno degli aspetti che più mi diverte ed appassiona. Dopo aver vagliato alcune ipotesi in squadre di prima divisione, ho deciso di cominciare un gradino più in basso: l’idea è che questo mi possa permettere sia di aumentare la longevità della carriera, sia di cominciare a plasmare un’identità e un’idea di gioco, da non stravolgere completamente una volta raggiunta la promozione. Ovviamente sto parlando della Football League Championship, forse il campionato di seconda serie più incerto e combattuto d’Europa.


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Trovaspazi, questo sconosciuto

Visto che è il ruolo che da il nome al mio blog, non potevo esimermi dal dedicargli il mio primo “vero” post. Cercheremo di capire il più possibile per quanto riguarda questo ruolo,sul piano calcistico ma non solo.

Il Trovaspazi nel suo habitat naturale
Il Trovaspazi nel suo habitat naturale

Etimologia
Partiamo dal piano lessicale : Trovaspazi è la traduzione italiana della parola tedesca Raumdeuter (la cui pronuncia dovrebbe essere qualcosa tipo Roum-doi-ter). A sua volta Raumdeuter è un neologismo derivante dalla parola tedesca Traumdeuter che, tradotto letteralmente nella nostra lingua corrisponde a “interprete dei sogni”. Continua a leggere